sabato 26 maggio 2018

RENZI PENOSO! HA SPARATO UNA BALLA VERGONOSA SU DI MAIO: ECCO LA SCANDALOSA BUGIA!

“Lo spread ai massimi è colpa di Salvini e Di Maio“.

Lo scrive Matteo Renzi sulla propria pagina Facebook.

L’ex segretario del Pd osserva che la differenza di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi è ai massimi dal 2013 e attribuisce la colpa di questo aumento ai leader di M5S e Lega.

“Non pensate – prosegue – che sia una notizia tecnica perché purtroppo riguarda la nostra vita. Dai prossimi giorni – infatti – i mutui per le famiglie costeranno di più, l’accesso al credito per le piccole imprese sarà più difficile e pagheremo di più gli interessi sul debito pubblico”.

“Chi è il colpevole? – si chiede – Non c’è nessun complotto, non guardate Bruxelles, non è colpa dei mercati finanziari.
Il responsabile ha sempre un nome, in questo caso due cognomi: Salvini e Di Maio”.

“Se sale lo spread – continua – è grazie al teatrino incredibile di questi giorni”.

E aggiunge:

“Da 84 giorni questi signori stanno prendendo in giro tutti gli italiani, anche quelli che li hanno votati”.

“L’aumento dello spread – scrive ancora Renzi – dipende da ciò che hanno detto e scritto nelle varie bozze del contratto di governo: tagliare 250 miliardi di debito, minibot e altre amenità”.

L’ex premier prevede un futuro ancora più grigio per l’Italia:

“Quando proveranno a fare ciò che hanno promesso (Fornero, Flat Tax, reddito di cittadinanza) e scopriranno che non ci sono soldi, allora sì che ne vedremo delle…brutte”.

“Spero che sia chiaro a tutti – spiega – perché ho insistito tanto perché il PD non facesse l’accordo con nessuno di questi signori.
Con noi lo spread è sceso, il PIL è ripartito, i posti di lavoro sono aumentati. Ora che tocca a loro, l’inizio è balbettante. E il conto lo pagheranno gli italiani”.

E conclude:

“Caro Salvini, caro Di Maio: se volete sapere di chi è la colpa dello spread che sale non fate dirette Facebook urlando contro l’Europa: fatevi un selfie. Se aumenta il costo dei mutui, la responsabilità è solo vostra”.

Marco Travaglio su tutte le furie con Mattarella: il giornalista ha reagito davvero male. Guardate cosa ha detto..

Goveno, Travaglio: “Veto di Mattarella su Savona? Spero non sia per le sue idee. Magari è stato ripristinato il delitto di opinione”


“Se Salvini cercasse un pretesto per rompere si sarebbe risparmiato il lavoro faticoso di queste settimane. Il suo obiettivo è quello di tenere il punto su un ministro che la Lega ha designato e che al momento non sappiamo perché sia stato rifiutato dal presidente della Repubblica come ministro all’Economia”. Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio commenta la situazione politica alla Festa del Fatto Quotidiano al circolo Fuori Orario di Taneto di Gattatico. “Il Quirinale ama far trapelare ai giornali considerazioni ufficiose che non hanno nessun valore. Se Mattarella deciderà di respingere il ministro speriamo che un giorno o l’altro si prenda la responsabilità di dire davanti a una telecamera o in un atto ufficiale cosa ha fatto di così grave questo ministro per poter essere rifiutato”. Se si tornasse alle urne si aprirebbero due scenari, “il riprodursi dello stesso stallo e della stessa esigenza di fare coalizione visto che si voterà con la stessa legge elettorale, oppure il peggiore degli scenari possibili, una vittoria del centro destra BerlusconiSalvini, che sarebbe molto peggio della coppia Di Maio – Salvini”.

Confessione choc:"Ecco perché il governo M5S-Lega spaventa così tanto le burocrazie europee"

Imposimato lascia in eredità questa lettera a Di Maio:"Sei una speranza di riscatto per i giovani".

"Carissimo Luigi , sono felice per la tua scelta alla guida del M5S e come candidato premier . Sei il capo del Movimento nel quale milioni di italiani – giovani, lavoratori, disoccupati, insegnanti,pensionati, piccoli e medi imprenditori , commercianti e forze dell'ordine – ripongono le loro speranze di riscatto , dopo anni di sacrifici e umiliazioni che hanno leso la loro dignità. Sono certo che, in caso di vittoria alle elezioni politiche , ti porrai al servizio degli italiani con prudenza , equilibrio, senso di giustizia e di eguaglianza , avendo come stella polare la Costituzione Repubblicana, che tu hai evocato dicendo che agirai con disciplina e onore. L'impresa è immane, per i disastri lasciati da chi ci ha governato e ci governa. Ma ce la puoi fare, col sostegno degli attivisti e di tante persone che simpatizzano per il M5S. Io sono idealmente al tuo fianco nella battaglia che occorre vincere nell'interesse del Paese. Se tutta la nazione è prospera essa arreca più vantaggi a tutti i cittadini che se è fortunata in alcuni ma va in rovina nel suo complesso, come oggi è ridotta l'Italia. Un grande abbraccio Ferdinando Imposimato 

NEL SILENZIO PIU' ASSOLUTO DEI MEDIA, GENTILONI HA FIRMATO IL TRATTATO CHE UCCIDE L'ITALIA: MASSIMA CONDIVISIONE!

L’ultimo consiglio dei ministri ha approvato ddl di ratifica del trattato di libero scambio con il Canada, un provvedimento dalle nefaste ripercussioni di cui nessuno dei grandi e piccoli media nazionali ha dato notizia.

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E’ arrivato il CETA, ma non ditelo in giro. Il governo ha approvato il disegno di legge per la sua ratifica ed attuazione, ossia per l’accordo economico e commerciale tra l’Unione europea e il Canada. Ma piano – per favore! – non strillatelo. Eh già, perché il temuto trattato, firmato lo scorso 30 ottobre a Bruxelles e ratificato dal parlamento europeo questo febbraio sta per approdare al parlamento italiano per seguire l’iter legislativo ed essere votato. Chi lo dice? Il consiglio dei ministri che si è riunito mercoledì sera in fretta e furia e senza neanche un minuto di preavviso; quel cdm di cui i rappresentanti solitamente si affrettano a propagandare i risultati e per il quale invece non è stata convocata neanche l’ombra di una conferenza stampa. E come mai, c’è da chiedersi, neanche il più ridicolo e scarso dei media (provare per credere? Fatevi un giro su google) ha dato questa notizia di epocale importanza? Perché è meglio farlo passare in sordina, o perché forse questo “gran valore” economico non lo ha? Per entrambi i motivi.
Scopo dell’Accordo – si legge nel comunicato del governo – “è stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico”. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico – si legge ancora – “grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici”. Accidenti, che grande occasione, addirittura la sola Italia potrebbe beneficiare in termini di maggiori esportazioni verso il Canada “per circa 7,3 miliardi di dollari canadesi”. Ripetiamolo insieme: sette miliardi. Per avere un’idea, l’IMU che noi italiani abbiamo pagato sui nostri immobili, nel solo 2016, è costata 10 miliardi di euro; circa la stessa cifra è stata spesa dal governo Renzi per pagare i famigerati “80 euro”. Il governo Gentiloni ha recentemente “salvato” il sistema bancario creando con estrema facilità un fondo da 20 miliardi di euro. Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe, ma il concetto è chiaro: questo accordo economicamente non vale la carta su cui è stampato, e il problema maggiore è che a fronte di un così ridicolo guadagno – nemmeno sicuro, considerato che si tratta di stime – stiamo per svendere completamente la nostra nazione, e non è un esagerazione. Perché ciò che più fa male è che i nostri governanti si affrettino a specificare come l’accordo “garantirà comunque espressamente il diritto dei governi di legiferare nel settore delle politiche pubbliche, salvaguardando i servizi pubblici (approvvigionamento idrico, sanità, servizi sociali, istruzione) e dando la facoltà agli Stati membri di decidere quali servizi desiderano mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Peccato che la cosa, oltre a suonare palesemente come una “escusatio non petita”, è oltremodo falsa.
Spieghiamoci. E’ vero che “espressamente” il testo del Ceta – nelle sue premesse – “riconosce” agli Stati membri il diritto di prendere autonome decisioni in materie di interesse pubblico come appunto la sanità e il resto, ma in maniera altrettanto precisa descrive il funzionamento del “dispute settlement”, ossia di un arbitrato internazionale cui una “parte” (che può essere uno Stato ma anche un’azienda che opera sul suo territorio) può fare ricorso in caso sia in disaccordo con decisioni prese da altre parti. Tradotto, un’altra nazione o peggio una semplice società, spesso multinazionale, può impugnare una decisione di uno Stato anche quando adottata “nel diritto di legiferare nel settore delle politiche pubbliche”, qualora questa vada a “discriminare” il business dell’azienda. Il funzionamento di questo “tribunale privato” fa diretto richiamo al DSS, identico strumento previsto dall’Organizzazione Mondiale del commercio (o “WTO”, accordo simile al Ceta ma su scala globale). Quest’ultimo prevede la selezione di un “panel” di giudici, composto da esperti provenienti solitamente dal mondo della consulenza privata (esatto, delle multinazionali) o da atenei altrettanto privati. Il panel redige un rapporto contenente la propria opinione circa l’esistenza o meno di un’infrazione alle regole del WTO.
Esso non ha la forza legale di una vera e propria sentenza eppure la procedura di appello ha una durata massima prevista in novanta giorni, e la sentenza, dopo l’approvazione, è definitiva. Sintetizzando: l’Organizzazione Mondiale del Commercio (cui l’Europa e l’Italia hanno aderito da più di vent’anni, nel 1995) ha fini prettamente economici e finanziari; gli Stati, si dice, sono sovrani, eppure i principi che regolano gli scambi internazionali sono al di sopra delle leggi nazionali, ed internazionali; in caso di controversie, le parti (non gli Stati in realtà, quanto le società multinazionali “discriminate”) possono rivolgersi al WTO e chiedere se sia giusto o meno non applicare il suo regolamento; il WTO, privato e- sicuramente -imparzialissimo, emette la sentenza, che, per carità, non ha forza legale vera e propria (non essendo un vero tribunale), però è ad ogni modo inappellabile e definitiva. DemocraticamenteE quel che è previsto per il Wto vale per il CETA. Il tribunale del WTO è stato mai adito per questioni sugli scambi internazionali? Oh sì! Solo gli Stati Uniti sono stati coinvolti in più di 95 casi contro società private, e di questi processi gli USA, in qualità di nazione, ne ha persi 38 e vinti appena 9. Gli altri o sono stati risolti tramite negoziazioni preliminari oppure sono ancora in dibattimento. In circa 20 casi il Panel addirittura non è mai stato formato, e la maggior parte dei processi che hanno perso riguarda livelli di standard ambientale, misure di sicurezza, tasse e agricoltura.
Questo panegirico forse può risultare oscuro pertanto è utile fare una semplificazione: lo Stato italiano, al contrario di quanto dice il governo Gentiloni, non può decidere autonomamente alcunché, prima di tutto perché fa parte dell’Unione europea e ha siglato accordi comunitari come il Patto di stabilità e il fiscal compact, oltre a far parte di un’unione monetaria, quindi di partenza non ha alcun potere decisionale in termini di politiche monetarie, fiscali, economiche e sociali. Secondo poi, pur godesse di una simile sovranità, comunque rischierebbe di trovarsi contro cause miliardarie– private –e di perderle, con tanti saluti al “potere politico”. Quel che allora il misero comunicato stampa del consiglio dei ministri dice in parte è vero, ossia che il governo può “decidere quali servizi mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Scopo dell’accordo è infatti di liberalizzare completamente qualsivoglia tipo di merce o servizio, inclusi quelli che teoricamente uno Stato soltanto dovrebbe garantire, e che invece già stanno finendo in mano ai privati (cliniche sanitarie, scuole, ecc ecc), in un mondo che sempre più sarà alla portata di poche persone e tasche. Ed ecco che la nostra carta Costituzionale si trasforma in carta igienica.
Quanto alle “potenzialità” di esportazione la nostra bella Penisola, da sempre caratterizzata da una grande vocazione all’export, già da tempo ha incrementato la vendita dei propri beni all’estero. Siamo più competitivi? Facciamo cose migliori? Ne più ne meno come prima, semplicemente gli italiani non hanno più una lira (i consumi domestici sono drasticamente calati, grazie a politiche iniziate da Mario Monti che in una celebre intervista ammise di “distruggere la domanda interna”) e quindi le imprese (quelle che non hanno chiuso) si sono arrangiante puntando ancor più sui mercati forestieri; solo pochi giorni fa l’Istat ha registrato nei suoi dati la “morte” della classe media italiana. Nel frattempo, visto che le merci di qualità come quelle nostrane non ce le possiamo permettere, nei nostri negozi arrivano tonnellate di merce a basso costo ma di pessima qualità che viene assoggettata a controlli scarsi o addirittura nulli, poiché già siamo in un’unione di libero scambio, l’Unione europea, che stiamo per estendere al Canada. Inutile dire che simili politiche danneggiano direttamente le nostre imprese, dunque il lavoro e in generale il benessere del nostro popolo. Tutto questo per – forse – sette miseri miliardi. Neanche i 30 denari di Giuda.

Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it/economia/gentiloni-approva-il-ceta-in-silenzio-stampa/

+CLAMOROSO DA ROMA+ Di Battista tira giù un casino! Guardate chi ha svergognato..

È davvero incredibile: giornali ed esponenti politici esteri si permettono di insultarci, di definirci “barbari”, “scrocconi” e di fare (loro sì) atti di ingerenza sulle nostre Istituzioni ma i parlamentari del PD - o meglio i relitti, le spoglie di quel che un tempo era un partito - si interessano a me, un libero cittadino senza incarichi pubblici. Per aver osato ricordare “che la sovranità appartiene al Popolo” mi hanno dato dell’eversore. Anche quello che sto per scrivere verrà criticato da questi parlamentari servi dei loro finanziatori ma vado avanti considerando i loro starnazzi noiosi rumori di fondo.
Il Presidente della Repubblica ha tutto il diritto costituzionale di voler concordare alcuni ministri con il Presidente del Consiglio incaricato, ma porre veti sul Ministro dell’economia, malgrado il curriculum eccellente che vanta il Dott. Savona, lo trovo, da cittadino, assolutamente inaccettabile. Potrei comprenderlo se non lo ritenesse adeguato al compito, non è però questo il caso. Ciò che, a quanto pare, viene messo in discussione di Savona sono le sue idee, le quali, per logica, rappresentano l’indirizzo politico del prossimo governo che andrà a costituirsi. E che, a loro volta, rappresentano la volontà di più della metà degli italiani che si è espressa il 4 marzo.
Con il massimo garbo e con il massimo rispetto (in primis per la mia libertà di pensiero) ricordo che Mattarella ha accettato Alfano - ripeto Alfano - Ministro degli Esteri senza batter ciglio ma si oppone a un uomo di grande valore come Savona.
E perché poi? Per un curriculum insoddisfacente, per uno scandalo che l’ha travolto? Nulla di questo. Ripeto: il problema sono - o sarebbero - le sue opinioni critiche su questa Europa. Il Movimento 5 Stelle non si oppone affatto all’Europa, al contrario la vorremmo ancora più forte, unita, coesa. Pensiamo che l’unico modo per renderla granitica sia occuparci dei diritti economici e sociali degli europei, diritti sacrificati sull’altare dei parametri.
Nell’era del primato della finanza sulla politica ricordare che “la sovranità appartiene al Popolo” sembra un atto rivoluzionario. In realtà è il caposaldo di quella che dovrebbe essere la Democrazia. Coraggio italiani, in alto i cuori!


CLAMOROSO! PUTIN STA CHIARAMENTE CON DI MAIO E SALVINI: ECCO COSA HA DETTO!

Governo M5s-Lega, Putin: “Dai politici italiani parole positive su sanzioni. Paese affidabile ma subordinato alle scelte Ue”


Il capo del Cremlino ha apprezzato la proposta inserita nel contratto di rimuovere le sanzioni alla Russia. Ma ha avvertito che "un conto è parlare fuori dall’ambito del governo, un altro assumersi le responsabilità per obblighi presi precedentemente"

Contro la formazione del governo M5s-Lega si è scatenata la tempesta perfetta: spread in salita oltre i 200 punti, Piazza Affari in picchiata, il Financial Times che parla di “nuovi barbari” alle porte di Roma e giornali tedeschi che attaccano la scelta (su cui si sta giocando la stessa nascita dell’esecutivo giallo-verde) dell’euroscettico Paolo Savona al Tesoro. Ma in soccorso di Luigi Di Maio e Matteo Salvini arrivato un sostegno forse inaspettato. Quello di Vladimir Putin, da poco rieletto presidente della Russia per la quarta volta, che ha apprezzato le parole dei due leader a proposito delle sanzioni contro il suo Paese. Ma avverte: “Capiamo che un conto è parlare fuori dall’ambito del governo, un altro assumersi le responsabilità per obblighi presi precedentemente”.
Lo zar di Russia – così lo definiscono i suoi oppositori – ha parlato a margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo. “Noi conosciamo gli umori dei politici candidati al governo in Italia e siamo al corrente delle loro dichiarazioni, molto positive sul fatto che le sanzioni ostacolano lo sviluppo: aspettiamo di vedere come questo sarà realizzato”, ha detto Putin. Il riferimento è al “ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia“, voce inserita nella versione definitiva del “Contratto” stipulato dai pentastellati e dal Carroccio per l’esecutivo a guida Conte.
“Tra Russia e Italia vi sono buoni rapporti, di grande fiducia“, ha aggiunto il numero uno del Cremlino. “Per noi è un partner affidabile e le relazioni non si sono mai interrotte, neppure nei momenti più burrascosi dal punto di vista sia politico che economico”. Momenti in cui l’Unione europea ha giocato un ruolo fondamentale: “Ci rendiamo conto che l’Italia è stata costretta a subordinarsi alle scelte collettive dell’Ue e aderire alle sanzioni contro la Russia”. Il presidente ha poi sottolineato il legame commerciale fra i due Paesi (“sappiamo qual è l’atteggiamento del mondo imprenditoriale italiano verso queste restrizioni e conosciamo l’atteggiamento positivo del popolo italiano verso la Russia, e cerchiamo di rispondere allo stesso modo”) e ha promesso di essere pronto “a lavorare sul piano bilaterale e in ambito internazionale”.
L’intervento di Putin cerca quindi di offrire un appoggio a Di Maio e Salvini sullo scacchiere globale. Con il rischio, però, di provocare l’effetto opposto: un ulteriore avvicinamento dei due leader al Cremlino non sarebbe visto di buon occhio a Bruxelles (l’Italia deve rispettare le decisioni prese in sede comunitaria), né al Quirinale. Proprio il presidente della Repubblica aveva ricordato, durante la lunga fase di consultazioni successiva alle elezioni del 4 marzo, il posizionamento del Paese nei rapporti internazionali. Non ultime le parole pronunciate da Conte – e volute da Mattarella – nel suo discorso post-incarico sulla “collocazione europea dell’Italia”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/26/governo-m5s-lega-putin-dai-politici-italiani-parole-positive-su-sanzioni-paese-affidabile-ma-subordinato-alle-scelte-ue/4383754/