lunedì 22 gennaio 2018

Applausi, tutti in piedi! Un leggendario Di Battista incanta e strappa applausi dalla Merlino



A BREVE IL VIDEO INTEGRALE

Clamoroso a Roma: l'Anac elogia i risultati della Raggi:"Dopo anni, gli appalti tornano trasparenti".

Da un post della deputata grillina Roberta Lombardi possiamo leggere quanto segue:

L’ANAC DICE CHE A ROMA, DOPO ANNI, GLI APPALTI TORNANO TRASPARENTI
NEL LAZIO, ORA, DIPENDE SOLO DA VOI
Questo è un documento importante, l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) certifica che l’amministrazione capitolina MoVimento 5 Stelle ha raggiunto significativi risultati nell’ambito delle gare di appalto, in particolare sull'aumento del numero di gare a evidenza pubblica e su un sensibile aumento della capacità di spesa (+87% per lavori, +51% per servizi e forniture nel 2017). A Roma, da quando governiamo noi, tutti gli appalti più grandi ormai si fanno con gare pubbliche e trasparenti. E lo dice l’Anac, non il MoVimento. Questo significa che la Capitale torna ad avere appeal sul piano degli investimenti, significa fare impresa, significa più occupazione nel tempo. 
Non so quanti quotidiani o programmi tv domani riporteranno la notizia, mi auguro di sì perché per la prima volta, dopo decenni di malgoverno nella Capitale, c’è una forza politica che sta riportando le cose in ordine. Ed è quello che vogliamo fare anche nel Lazio, che oggi risulta essere la seconda regione più corrotta d’Italia, con perdite che vanno oltre il miliardo di euro l’anno. La sanità è uno dei comparti più colpiti. Basti pensare alla gara per il Cup, il centro unico di prenotazione, ovvero lo sportello a cui ci rivolgiamo per fare un esame medico. Quella per il Cup è una delle gare più importanti della Regione Lazio, dal valore di circa 60miloni l’anno, ed è la gara su cui il Pd e il presidente uscente si sono mostrati opachi. Pensate che la notizia di avviso, come sottolineato dallo stesso Zingaretti durante la sua deposizione nel processo Mafia Capitale, venne pubblicata su un giornale sconosciuto come CentroSud e su un quotidiano sportivo, come il Corriere Laziale. Perché? Lo spiegheranno i giudici, che ora indagano su Zingaretti per la seconda volta. 
Ma vedete, il punto è proprio questo: avere il coraggio di guardare la realtà rifiutando le narrazioni dei partiti e dei loro giornali. Da una parte abbiamo Zingaretti e il suo Pd che ogni giorno fanno campagna elettorale sulle spalle dei romani, attaccandoci sui rifiuti e nascondendo le loro responsabilità. Dall’altra abbiamo un organo come l’Anac che evidenzia i risultati positivi dell’amministrazIone Raggi. 
Non posso dirvi io a chi credere. Dipende da voi.

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domenica 21 gennaio 2018

BUFERA SU TRAVAGLIO! L'INTERVISTA CHE HA FATTO INFURIARE TUTTO IL PD: ECCO L'INTERVENTO SOTTO ACCUSA





Marco Travaglio a Otto e mezzo - #RenziConsip - «L'UNICA COSA CHE NON MI FA PAURA OVVIAMENTE SONO LE QUERELE E LE CAUSE CIVILI, SONO TALMENTE ABITUATO COME TUTTI I GIORNALISTI CHE FANNO QUESTO MESTIERE CON LA PENNA E NON CON LA LINGUA !
NON HO AVUTO PAURA DELLE CAUSE CHE MI HA FATTO BERLUSCONI, CHE MI HA FATTO PREVITI, CHE MI HA FATTO DELL'UTRI, FIGURIAMOCI SE HO PAURA DELLE CAUSE CHE MI FA QUESTO #TEPPISTELLO E LA SUA FAMIGLIA .. !»

"L'ordine è partito dall'alto, colpite la Raggi". Dichiarazione choc: il giornalista ha scoperto tutto. Condividete.



PS: anche se il video è di qualche mese passato, ricordare queste dichiarazioni nell'opinione pubblica è di assoluta importanza, sopratutto in giorni simili a questi in cui la Raggi viene attaccata per una presunta "Emergenza Rifiuti", smentita anche da un video del giornalista Franco Bechis.  

                                                         
Nella serata di martedì 20 dicembre è andata in onda su La7 la prima puntata di Terza Repubblica, il talk show politico condotto dal duo formato da David Parenzo e Luca Telese. Tra gli argomenti trattati non poteva mancare il cosiddetto ‘caso Roma’ che coinvolge, anche grazie al massiccio impegno dei mass Media, la Giunta M5S di #Virginia Raggi. Tra i ‘relatori’ della serata c’era Peter Gomez, direttore del fattoquotidiano.it, secondo il quale “buona parte dei giornali rappresentano l’establishment” e non apprezzano, quindi, la “rottura” rappresentata dai grillini. Bianca Berlinguer, ex direttore del Tg3, riporta un dato interessante: a Tor Bella Monaca, quartiere ghetto dove hanno trionfato i 5 Stelle, la gente rivoterebbe la Raggi nonostante tutto. Ma la testimonianza che ‘scassa’ arriva da #Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano La Verità, convinto che sia stato #Matteo Renzi in persona ad ordinare a tv e giornali di colpire la Raggi “per dimostrare che i 5 Stelle sono incapaci di governare”.

Il video dell’attacco di Belpietro a Renzi
“L’attenzione che il circolo dell’informazione ha dedicato a Virginia Raggi e alla Giunta del M5S - questa l’accusa che Belpietro rivolge ai Media mainstream - è superiore a quella dedicata a tutte le altre giunte della Capitale. Io ricordo Ignazio Marino: sbagliò le nomine, faceva gaffe una dietro l’altra, nominò un capo dei vigili che non aveva i titoli, nominò un capo dell’Ama (anche quello senza titoli ndr)”. E questi fatti, ricorda il giornalista di fede berlusconiana, non finirono mai “come titolo di apertura dei principali giornali” e non furono “l’apertura dei tg nazionali”.

Insomma, prosegue Belpietro, “di fronte agli andamenti pessimi dell’economia italiana, i principali tg della Rai hanno scelto di raccontare il caso di Virginia Raggi che aveva sbagliato l’assessore”. Esempio fulgido di “inesperienza e incapacità”, ma che “si facessero le aperture su questo anziché su altro fa abbastanza sorridere”. Poi, ecco la bomba lanciata contro l’ex presidente del Consiglio. “Del resto era evidente - punta il dito Belpietro - il giorno dopo la vittoria del 5 Stelle è partito da Renzi un ordine che aveva questo significato: ‘Colpite la Raggi perché lì dobbiamo dimostrare che i 5 Stelle sono incapaci di governare’”.

“Ma quello che mi colpisce di più - prosegue - è l’esiguità dell’arretramento” nei sondaggi del M5S, calato di soli 1 o 2 punti nonostante la bufera politico-mediatico-giudiziaria che imperversa su di loro, soprattutto riguardo al caso Roma. “Io penso che tutto sommato, di fronte a quello che è successo a Roma, l’arresto di Marra, la Muraro che si dimette, che il M5S rimanga il primo partito italiano dovrebbe far riflettere”. Certo che “sull’onda dell’emozione qualche punto se ne va, ma il M5S conserva tutto quanto il proprio consenso o, comunque, la maggioranza, la stragrande maggioranza del proprio consenso”.

“Evidentemente i romani - questo il pensiero dell’ex direttore di libero - e anche forse gli italiani, a questo punto si rendono conto che Roma era gestita così male che nessuno poteva fare un miracolo, e quindi perdonano alla Raggi l’inesperienza e forse anche la presunzione. Ma sostanzialmente dicono: ‘Vabbè, sono lì da sei mesi, vediamo quello che combinano’”. Alla fine, “nonostante il fuoco di sbarramento che è stato messo in atto nei confronti del Movimento per questo caso - conclude Belpietro rimarcando la sua insospettabilità in quanto lontanissimo dal M5S – gli italiani pensano: ‘Peggio di quello finora non è successo, fra un po’ giudicheremo e tireremo le somme’”.

UFFICIALE: RENZI DENUNCIATO PER UN FATTO GRAVISSIMO. L'HANNO BECCATO, CI SONO LE PROVE..

Il deputato del M5S Angelo Tofalo ha annunciato con un video pubblicato su Facebook e sul proprio canale Youtube di aver dato mandato ai propri avvocati di procedere contro Matteo Renzi per quanto dichiarato da quest’ultimo durante una puntata di Otto e Mezzo.

Parlando della crisi in Libia, l’ex premier ha detto che Tofalo, membro della IV commissione Difesa e componente del COPASIR, “è andato in Libia a trattare con la parte sbagliata e non se ne era accorto che erano con i trafficanti, contro il Governo libico e contro la Comunità internazionale”.

L’esponente pentastellato ha scritto sul suo blog:

“Ciao a tutti sono Angelo Tofalo, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, membro della IV commissione Difesa e componente del COPASIR, il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. Volevo comunicarvi che ho dato mandato ai miei legali di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi. Come ho già avuto modo di spiegarvi in questi mesi sono stato oggetto di attenzioni da parte di alcuni giornalisti a caccia di facili scoop e qualche politico in declino in cerca di nuova visibilità. Chi mi conosce sa bene che non mi piace andare a fare l’opinionista in TV eppure è già la seconda volta che Matteo Renzi mi cita. Io ho sempre preferito il confronto diretto e le sedi istituzionali per dire la mia, i palcoscenici in cui domina il ping-pong tra titoli e battute mi sono sempre apparsi poco utili. Ma torniamo a noi. Il delicato ruolo che ricopro mi offre la possibilità di accedere a informazioni riservate perché il COPASIR ha il compito di accertare che le operazioni già concluse che fanno capo alle Agenzie del Sistema Informativo italiano rispettino la nostra Costituzione e le Leggi. Ho denunciato più volte sul mio blog, sui miei canali social e durante gli incontri in piazza che ho avuto con i cittadini che purtroppo il Comitato spesso ha negato ai suoi membri l’approfondimento di temi specifici e questo suppongo abbia fatto incazzare qualcuno. In questi quattro anni ho lavorato su vicende molto delicate come il Datagate, la scomparsa di Davide Cervia, i tragici fatti di Ustica, l’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la questione Abu Omar, l’Operazione Farfalla, il caso Regeni, le vicende legate di volta in volta ad ostaggi, mettendo mano alle carte che raccontano i segreti più inconfessabili di questo Paese. Ci sono tante cose che purtroppo non ho potuto contestare pubblicamente perché, prima di essere un Portavoce del MoVimento 5 Stelle, sono un cittadino italiano e come tale devo e voglio rispettare tutte le leggi del mio Paese. Mi sarei aspettato un comportamento affine da chi oggi sta mentendo per cercare disperatamente di accostare il mio nome a trattative, armi e viaggi in Libia. Ma su questo non ho molti timori perché il tempo è sempre galantuomo e mettere in difficoltà le istituzioni per rincorrere la politica è una debolezza che lascio a chi in questo momento ha capito di essere sotto strettissima osservazione. Durante tutto il mandato ho cercato di riscontrare le esigue e spesso scarne informazioni contenute nei documenti ufficiali con una ricerca forsennata della verità. Ho acquisito informazioni da chiunque potesse allargare la mia visuale di osservazione sempre e comunque nel rispetto della Costituzione, delle leggi e delle mie prerogative parlamentari. I riscontri li ho cercati nel dialogo con semplici cittadini informati, uomini di legge, istituzioni parlamentari e centri studi, lavoratori, manager e Amministratori Delegati delle grandi aziende di Stato, professori e ricercatori delle Università italiane e straniere, agenti, analisti e direttori di Agenzie italiane ed estere, figure apicali delle Forze Armate, leader politici di altri paesi e parlamentari che si occupano di controllo su Servizi segreti in altre democrazie. L’insieme di queste informazioni mi hanno fornito, oltre a conoscenze su fatti specifici, gli elementi per creare un quadro complessivo dell’attuale gestione della nostra sicurezza. Ho voluto aspettare che si chiudessero le indagini su alcune persone per fare le prime dichiarazione per non intralciare il lavoro della procura, una scelta naturale per chi, come me, ritiene che se si hanno informazioni potenzialmente utili alla magistratura è un dovere inderogabile dare il proprio supporto prima ancora che ne nasca l’esigenza. Per questo motivo una volta appresa dai media la notizia che una persona, conosciuta pochi mesi prima, era stata arrestata con l’accusa di aver venduto irregolarmente armi nel 2015 decisi di andare in procura e fornire un dettagliato racconto di vicende che, pur non avendo alcuna attinenza con i fatti processuali, potevano risultare di supporto al lavoro degli investigatori. Mercoledì 14 giugno 2017 Matteo Renzi, l’ex Presidente del Consiglio e quindi anche diretto responsabile dei Servizi segreti italiani, per giustificare i drammatici risultati del suo governo rispetto al tema dell’immigrazione ha pensato di raccontare assurde bugie a milioni di italiani, in prima serata dalla Gruber, ospite della trasmissione “Otto e Mezzo”. Ascoltate bene cosa ha detto nel video. A specifica domanda, Renzi quindi rispondeva nei seguenti termini: > È inaccettabile che una persona possa raccontare pericolose menzogne e indecenti falsità per attaccare due componenti di una forza politica di opposizione senza alcun contraddittorio o mediazione della conduttrice.”

“Per queste ragioni – prosegue Tofalo – “ho deciso di tutelare la mia onorabilità e di dare mandato al mio avvocato di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi”.

Il deputato prosegue elencando le ragioni:

“Primo: In tutta la mia vita non sono mai stato in Libia, spero però di andarci presto per festeggiare la pace di quei popoli. Secondo: non sono nelle condizioni di trattare con nessuno. I governi, i ministri trattano; i parlamentari, soprattutto dell’opposizione, ascoltano prendono nota ed interrogano il governo. Secondo voi Matteo Renzi per dire queste assurde bugie sarà stato male informato o è in cattiva fede? Evidentemente approfondire temi scomodi, nel rispetto della Costituzione e delle leggi, sta creando grossi problemi ai piani alti. Forse per qualcuno non è opportuno che io venga a conoscenza e metta in risalto i fallimenti di questo governo nel settore della sicurezza ed in particolare dell’immigrazione. Sulle vicende libiche infatti dopo aver informato l’opinione pubblica attraverso i media (video fan page) ho prodotto una puntuale interrogazione parlamentare alla quale il governo ha risposto in maniera non soddisfacente > vai all’interrogazione parlamentare Gli accordi fatti da questi ultimi governi targati Pd hanno prodotto dati, relativamente ai flussi migratori, che definirli catastrofici sarebbe un lusso, ecco i numeri inconfutabili: nel 2014 sono arrivati 170.100 migranti, nel 2015 ben 153.842, nel 2016 addirittura 181.436. Nel 2017, dall’1 gennaio al 31 maggio, sono sbarcate in Italia 60.309 persone. C’è stato quindi un incredibile incremento del 26% rispetto allo stesso periodo relativo al 2016. Alla luce di questi numeri cosa rispondereste voi alla domanda di Renzi? Vi fidate di più di un Marco Minniti, di un Matteo Renzi stesso, di un Paolo Gentiloni, di un Angelino Alfano o dei Portavoce del M5S? Nel 2013 con quasi 9 milioni di voti ci avete spinti con forza nelle istituzioni per provare a cambiare tutto. Abbiamo messo le mani negli ingranaggi che bloccano lo sviluppo democratico di questo Paese e il sistema sta reagendo con violenza. Durante questa esperienza ho conosciuto uomini di Stato e uomini di partito. Ci sono quelli che ti vedono come un Deputato della Repubblica e in nome della stessa ti tutelano e quelli che tessono fitte trame con l’unica finalità di conservare il controllo, continuando a tenere pezzi di Stato in mano a mini club di carrieristi. Siamo nella carne viva, vi prego di condividere questo video per aiutarmi a contrastare questa ennesima menzogna di Matto Renzi! La somma di denaro che riceverò come risarcimento per i danni che ho subito sarà utilizzata per garantire la formazione a giovani studenti nelle materie della sicurezza. Renzi, a sua insaputa, per la prima volta nella vita finanzierà la crescita delle nuove menti che domani difenderanno la democrazia nel nostro Paese”.

Fate la carità a sua ignoranza Picerno. Guadagna 20 mila euro al mese e non paga i debiti. Ha il coraggio di dire che non ha soldi

PINA PICIERNO DEVE 20 MILA EURO AL PD MA DICE CHE NON HA I SOLDI
L’eurodeputata che riesce a fare la spesa per due settimane con appena 80 euro ha chiesto un piano di rientro al partito (ma mica è Equitalia?) per onorare il debito di 20mila euro che, per contratto, deve versare al PD momento della candidatura/elezione…
I DEBITI DI ZIA PINA
Per fortuna che riesce a fare la spesa per due settimane con 80 euro, Pina Picierno. Perché adesso dovrà davvero dare fondo a tutte le sue capacità di brava e giudiziosa massaia per onorare il debito accumulato col partito che l’ha ricandidata nel 2013 al Parlamento. Come rivelato oggi da una bella inchiesta di Adolfo Pappalardo su “Il Mattino”, l’eurodeputata casertana ha chiesto un piano di rientro al Pd per i 20mila euro che, per contratto, deve versare al momento della candidatura/elezione.
Come una qualsiasi mortale, alle prese con Equitalia e società di riscossione, Pina vorrebbe sì sborsare la cifra, ma con calma. In comode rate, magari spalmate lungo i cinque anni di consiliatura europea dove, nonostante tutto, lo stipendio potrebbe tranquillamente consentirle di pagare in un’unica soluzione.
Per ora, ha firmato solo un assegno da 5mila euro, e dalla segreteria regionale hanno ormai perso la pazienza. Un brutto colpo all’immagine dell’ex allieva di Ciriaco De Mita che si sarebbe riavvicinata a Matteo Renzi sperando di spuntare la candidatura a governatrice dopo tutto il casino scoppiato in questi giorni per le primarie democrat. Ma ormai Matteo ha capito che di quelli della Campania non può più fidarsi e si sta attrezzando di conseguenza.