martedì 12 dicembre 2017

QUESTA NOTIZIA DEVE FARE IL BOTTO: ECCO COSA HANNO SCOPERTO SUL FRATELLO DI ALFANO!

Della carriera lampo del fratello di Alfano alle Poste ne avevamo parlato in un altro articolo: 200mila euro all’anno senza mai firmare un documento.
Niente male, soprattutto se hai conseguito una laurea triennale in Economia a 34 anni.
Ma c’è di peggio, tant’è che la Finanza ha voluto vederci chiaro: Alessandro Alfano risulta il più pagato e quello che lavora di meno; il più giovane ed il meno qualificato.
Ne parla Giuseppe Scarpa su Repubblica:
“L’ascesa da supermanager in Poste di Alessandro Alfano – laurea triennale in economia conseguita a 34 anni – è tutta una contraddizione. Ne sono certi anche i finanzieri del gruppo valutario che nei giorni scorsi hanno depositato alla Corte dei Conti (il pm è Massimo Perin) l’informativa finale sul caso dell’assunzione di “Alfano jr”, 41 anni, fratello dell’attuale ministro degli Esteri Angelino Alfano. Alfano jr è il più pagato tra i dirigenti del suo stesso livello. In media percepisce il doppio dei suoi colleghi. Quando è stato assunto in Postecom, nel 2013, ha firmato un contratto da 160 mila euro lordi. All’epoca i due suoi omologhi, più anziani, con più esperienza e curriculum – una sua collega ha una laurea in architettura al Politecnico di Milano col massimo dei voti – percepivano 90 e 80 mila euro lordi l’anno”.
Il problema, però, prosegue Scarpa, è che l’ascesa dello stipendio del fratello di Alfano non si è bloccata qui, nonostante non si sia distinto per essere uno stacanovista:
“Alessandro nel giro di 4 anni, passando da Poste Tributi è approdato nel 2016 direttamente in Poste. Ad ogni passaggio lo stipendio è lievitato fino a toccare quota 200mila euro lordi. Anche in questo caso i suoi sette colleghi, tutti più anziani con qualifiche da ingegneri, dottori in legge e con più anni di esperienza guadagno meno del fratello del ministro. Qui la forbice va da un minimo di 81 mila euro lordi per il più giovane, classe ‘71 laurea in ingegneria civile conseguita a 28 anni, a un massimo di 120 mila euro lordi l’anno per un altro dirigente sempre ingegnere di 55 anni”.
E poi c’è un’altra anomalia, conclude Scarpa:
“Alessandro quando era maxi dirigente in Postecom aveva sotto di lui un unico dipendente. Impiegati che poi sono aumentati nel tempo, fino ad arrivare ai 39 che adesso il fratello del ministro dirige in Poste”.
Tutti aspetti su cui la Finanza farà chiarezza.

Fonte: https://www.silenziefalsita.it/2017/02/25/fratello-di-alfano-guadagna-il-doppio/

ATTENTI CITTADINI:QUESTO VIDEO DEVONO VEDERLO TUTTI GLI ITALIANI: CONDIVIDETELO UN MILIONE DI VOLTE

Caso Raggi e inchiesta Consip, Marco Travaglio: ‘Ecco come falsificano la realtà’


Detto da Marco Travaglio in diretta a Otto e Mezzo fa tutto un altro effetto.
Il direttore del Fatto Quotidiano ha spiegato come i media italiani falsificano la realtà e far credere che la vicenda Raggi sia un grave scandalo, mentre si nasconde l’inchiesta sul più grande appalto truccato d’Europa:
“Ci sono altri sistemi per falsificare la realtà, basta prendere una cosa minuscola e trasformarla in uno scandalo enorme e prendere uno scandalo enorme e trasformarlo in una cosa minuscola.
È il gioco della pagliuzza e della trave.
Noi oggi abbiamo raccontato ancora stamattina la storia dei due Romeo. Uno è l’ex-segretario della Raggi, che è stato nominato ed è indagato sia lui sia lei per abuso d’ufficio (una nomina da 90mila euro, che è più o meno la metà di quello che prendeva il capo della Segreteria di Marino).
Dall’altra parte c’è l’imprenditore di Napoli Salvatore Romeo, che è indagato per corruzione, addirittura per concorso per associazione camorristica, che è stato intercettato mentre incontrava alcuni uomini vicinissimi a Renzi, e che stava per ottenere l’appalto più grande d’Europa, 2,7 miliardi dalla Consip. E i magistrati ieri hanno perquisito i suoi uffici dicendo che ci sono tangenti e favori ai politici; Romeo pensava di comprarsi l’Unità per ingraziarsi il Partito Democratico.
Purtroppo l’indagine è stata bloccata per una fuga di notizie che ha rivelato ai vertici della Consip che avevano le cimici negli uffici, e loro le hanno tolte. E i vertici della Consip hanno raccontato che questa fuga di notizie l’hanno fatta il ministro Lotti e il generale dei Carabinieri Del Sette.
Naturalmente noi non sappiamo se ha ragione il dirigente della Consip o hanno ragione Lotti e Del Sette. È curioso che siano rimasti tutti al loro posto, e soprattutto è curioso che stamattina questa notizia sia finita a pagina 200 dei giornali, mentre il segretario della Raggi Romeo, anzi ex-segretario della Raggi Romeo, sta in tutte le prime pagine.
Il gioco dei due Romeo aiuta molto bene a spiegare la pulce e l’elefante, o la pagliuzza e la trave.





PAZZESCO! Fiorella Mannoia: "Ecco perchè Luigi di Maio è il mio Presidente del Consiglio"

Il post di Fiorella Mannoia su Facebook che incorona il Deputato del M5S Luigi Di Maio: 

Ecco perchè Luigi Di Maio è il mio presidente del consiglio. Anche io all'inizio avevo criticato i 5S per la mancata alleanza, ma solo perchè ancora ragionavo con le vecchie logiche con le quali sono cresciuta, logiche vecchie che mi hanno inculcato anni e anni di compromessi, di occhi bendati, di convinzioni sbagliate, di logiche di partito, di.. "noi siamo migliori", del.."tappiamoci il naso" del.. "votiamo il meno peggio". Ecco a che cosa siamo arrivati a furia di votare sempre il meno peggio!!!!Non rimpiango niente perchè la mia coscienza è pulita, io sono pulita, e molti altri come me , politici seri, perchè ce ne sono stati e ce ne sono ancora, gente che si è battuta per un ideale, che è anche morta per questi valori in cui ho sempre creduto e nei quali ancora credo ero, come molti, in buona fede. E non faccio lo sbaglio che a volte fanno i 5S di fare di tutta l'erba un fascio perchè anche questo non è giusto. Ma mi sento tradita e con me hanno tradito milioni di persone che hanno sperato di veder realizzati i propri sogni di giustizia sociale e di legalità, di veder risolta quella famosa "questione morale" di cui parlava Berlinguer. Ma Berlinguer è morto e con lui si è chiusa un'epoca. Facciamocene una ragione!!! Quell'epoca è finita e questi hanno tradito soprattutto lui e tutti quelli che hanno pagato con la vita la ricerca della verità. Se oggi mi guardo indietro mi vedo con tenerezza e mi dico: "che boccalona che sei stata!!" Ogni volta che siamo riusciti ad entrare nella stanza dei bottoni, abbiamo fatto come gli altri se non peggio, come in questo caso che mi viene di chiedere scusa a Berlusconi, con il quale credevamo di aver visto tutto ma mi sbagliavo. Oggi sono finalmente libera, è come se mi si fossero stati tolti i paraocchi e vi dico che hanno fatto bene a non mischiarsi con nessuno. Io ammiro il loro coraggio e la loro dedizione, hanno tutto il mio rispetto. Sbaglieranno, si di sicuro, all'interno ci sarà qualcuno che non la pensa come me, forse ci sarà da fare battaglie su alcuni temi, ma sono ONESTI CACCHIO, SONO RAGAZZI PER BENE E PREPARATI E SOPRATTUTTO SONO PULITI. A me basta questo. Sono stanca di questo marciume, sono stanca della cloaca nella quale siamo sprofondati ed è l'unica speranza che abbiamo.AVANTI TUTTA!!!!

Beppe Grillo scrive agli italiani: "Non abbiamo più tempo, dobbiamo mandarli a casa"

"L’Italia deve diventare una comunità, nessuno deve essere lasciato indietro. E’ intollerabile, inumano, vedere le file di esodati, sfrattati, disoccupati alle mense della Caritas mentre chi ha sprofondato il Paese nella miseria si muove con la scorta, l’auto blu, senza alcuna preoccupazione economica. I partiti sono i primi responsabili di questa situazione, hanno occupato lo Stato, lo hanno svenduto, spolpato da dentro. Ora, queste persone si presentano, grazie ai giornali e alle televisioni che controllano, come i salvatori della patria, proprio loro che l’hanno affossata, usata per i loro interessi.
L’Italia ha le tasse tra le più alte del mondo, uno dei maggiori debiti pubblici, un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, che ha fatto emigrare in pochi anni un milione e mezzo di ragazzi italiani, diplomati, laureati con il sacrificio dei loro genitori.
E’ ora di dire basta, questa commedia deve finire o finirà il Paese. Non abbiamo più tempo, dobbiamo mandarli tutti a casa. Tutti coloro che fanno parte di questo marcio sistema, devono andarsene, sparire, ma prima devono giustificare il loro eventuale arricchimento. Io non chiedo il tuo voto, non mi interessa il tuo voto senza la tua partecipazione alla cosa pubblica, il tuo coinvolgimento diretto, se il tuo voto per il M5S è una semplice delega a qualcuno che decida al tuo posto, non votarci. Questo Paese lo possiamo cambiare solo insieme, non c’è alternativa. Usciamo dal buio e torniamo a rivedere le stelle. Lo Stato deve proteggere i cittadini o non è uno Stato, per questo va istituito il reddito di cittadinanza. Io sono Stato, tu sei Stato, noi siamo Stato. Riprendiamoci l'Italia."Beppe Grillo
20 punti per uscire dal buio:

  1. Reddito di cittadinanza

  2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa

  3. Legge anticorruzione

  4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato

  5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti

  6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni

  7. Referendum propositivo e senza quorum

  8. Referendum sulla permanenza nell’euro

  9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese

  10. Unasolaretetelevisivapubblica,senzapubblicità,indipendentedaipartiti

  11. Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato

  12. Massimo di due mandati elettivi

  13. Legge sul conflitto di interessi

  14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica

  15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali

  16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza

  17. Abolizione dell’IMU sulla prima casa

  18. Non pignorabilità della prima casa

  19. Eliminazione delle province

  20. Abolizione di Equitalia

CLAMOROSO! Nella borsa dell'esponente PD qualcosa di inaspettato: arrestato!

Siracusa, arrestato consigliere del Pd: aveva con sè 20 chili di droga
In partenza per Malta, è stato preso con altre due persone a Pozzallo
L'arresto è avvenuto a Pozzallo, in provincia di Ragusa, dove il 31enne Antonio Bonafede stava per imbarcarsi sun traghetto che lo avrebbe portato a Malta. L'uomo, che è consigliere comunale per il Pd a Siracusa, aveva con se venti chilogrammi di droga.
La squadra mobile di Siracusa, in collaborazione con i colleghi della questura di Ragusa, hanno bloccato Bonafede nel piazzale prima dell'imbarco. Con lui c'erano anche il 32enne Salvatore Mauceri e il 44enne Antonio Genova. In un borsone e in un trolley 16 chili di marijuana e tre chili e mezzo di hashish.
Accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, i tre sono stati arrestati dopo una lunga attività di osservazione.

Fonte: ilgiornale.it

Banche Killer fallite? Si sapeva tutto da 17 anni. Sapete che fine ha fatto il giudice che indagava? Rovinata

Rovinata per aver provato a fermare i disastri di Gianni Zonin e salvare gli azionisti della Banca Popolare di Vicenza dal crac. È la storia di ordinaria giustizia italiana di cui è stata protagonista Cecilia Carreri, giudice e autrice del libro-denuncia Non c'è spazio per quel Giudice (edizioni Mare Verticale, 2017), di cui parla anche il Fatto quotidiano.

La Carreri a inizio anni Duemila indagò sull'istituto prima di finire vittima di procedimenti disciplinari per congedo di malattia richiesto per un mal di schiena, con l'accusa di "aver messo sotto sforzo la schiena, affetta da discopatie con attività sportive ritenute estreme". Da allora è fuori dalla magistratura, ma 17 anni fa da Giudice per le indagini preliminari rigettò la richiesta di archiviazione di un'inchiesta della Procura di Vicenza sull'allora presidente Zonin e sulla gestione della banca. Pesantissime le accuse: falso in bilancio, false comunicazioni sociali, appropriazione indebita, truffa e altri reati: "Si capiva perfettamente, leggendo gli atti - scrive Carreri - che il Procuratore non aveva voluto andare avanti, approfondire". Secondo la Carreri l'allora suo capo le fece pressioni per archiviare la pratica, fermandola addirittura in strada. Lo stesso capo andò poi a lavorare per una società controllata al 100% dalla banca di Zonin.
Conflitto d'interessi? Probabile, come quello di Zonin che secondo la Carreri (e le accuse del tempo di Bankitalia) era sospettato di "usare la Banca come cassaforte personale. Balzava evidente l'assoluta mancanza di controlli istituzionali su quella gestione: un collegio sindacale completamente asservito, un Cda che non faceva che recepire le decisioni di quell'imprenditore, padrone incontrastato della banca. Nessuno si opponeva a Zonin, nessuno osava avanzare critiche, contestazioni".  La Carreri dispose con un'ordinanza l'imputazione coatta di Zonin e gli altri vertici della banca, ma l'indagine finì a un altro gip e venne archiviata. Lì inizia il calvario professionale e umano della Carreri, tra procedimenti davanti al Csm, ricorsi e richieste di risarcimento. A "fregarla" una regata transoceanica da Le Havre a Salvador Bahia, affrontata in ferie. Il sospetto della giudice è che quello fu solo il pretesto per il suo allontanamento dalla toga. 

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12425286/giudice-carreri-fallmento-zonin-popolare-vicenza-indagine-archiviata-carriera-rovinata-.html

“PRENDO 170MILA EURO DI PENSIONE, MA SE MI DITE PRIVILEGIATO VI SPACCO IL CULO”: COSI’ MUGHINI AI MICROFONI DELLA ZANZARA

“Io godo di una pensione con sistema retributivo. A chi mi dice che sono un privilegiato spacco il culo”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de La Zanzara, su Radio24, daGiampiero Mughini a proposito della pensione che percepisce.

E spiega il motivo della sua contrarietà a chi lo bolla come privilegiato: “Io mi ricordo quello che pagavo mese per mese quando ero inviato speciale di Panorama, mi sono pagato la pensione fino all’ultimo minuto. Su quello stipendio che prendevo pagavo contributi molto alti e non vorrei che qualcuno venisse a rompermi i coglioni.


L’anno scorso ho avuto un imponibile lordo da 170mila euro e di tasse ne ho pagate 70mila. Sono tempi molto magri, almeno per me”. E aggiunge: “Rispetto al passato sono precipitato, un po’ per l’età, un po’ per il fatto che non ho ammiratori, né estimatori nel mondo editoriale. Io non ho nulla, né un giornale, né un rapporto professionale con una testata. Vedo certe nullità in giro che meriterebbero la paga della mia colf e invece sono divenuti direttori, vicedirettori, conduttori, portavoce. Non faccio nomi di persone assenti, ma li vedi in giro, in televisione o anche intervistati alla Zanzara: basta guardarli in faccia.
E’ gente che 30 anni fa al massimo faceva il segretario di redazione e che non supererebbe la quinta ginnasio”. Mughini critica duramente la campagna del quotidiano Libero contro i vitalizi: “E’ una barbarie. Da alcuni mesi non leggo più Libero, che pur mi ha ospitato così generosamente per tanti anni. Questo giornale fa campagne sbagliate e volgari in nome dell’attizzamento del popolino. Il nome della campagna, poi, “Papponi delle pensioni”, è volgare e stupido. Ad esempio, l’accanimento contro il mio amico Achille Occhetto per il suo vitalizio da 5mila euro è ingiusto”. E sottolinea: “Il vitalizio? E’ determinato da una legge, sicuramente cialtrona. Poi la legge si può cambiare, ma non certo in base alle campagne faziose di quello o di quell’altro” di Gisella Ruccia.