giovedì 20 ottobre 2016

Bufera nel PD! “Per 15 anni favori alla cosca in cambio di voti”: arrestati 4 esponenti Pd. C’è un ex sottosegretario

Operazione della Procura di Catanzaro, coinvolte 10 persone. Ai domiciliari anche Sandro Principe, membro dei governi Amato e Ciampi e uomo forte dei democratici in provincia di Cosenza. Secondo i magistrati i componenti del clan Lanzino-Rua venivano assunti (e mai licenziati) dalle municipalizzate

‘Ndrangheta e politica ancora insieme nelle carte dellaDirezione distrettuale antimafia di Catanzaro. Ai domiciliari sono finiti 4 esponenti del Partito democratico e del centrosinistra: l’ex sottosegretario al Lavoro dei governi Amato e Ciampi Sandro Principe (ex sindaco di Rende e ex consigliere regionale),Umberto Bernaudo (anche lui ex sindaco di Rende), l’ex consigliere provinciale Pietro Ruffolo e l’ex consigliere regionaleRosario Mirabelli, in passato vicino al Nuovo Centrodestra e all’ex presidente Giuseppe Scopelliti, ma candidato alle Regionali 2014 con il centrosinistra, nella lista Oliverio Presidente. Sono finiti tutti ai domiciliari. Le accuse sono a vario titoloconcorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio ecorruzione in un’inchiesta sulla cosca Lanzino-Rua che ha portato all’arresto di 10 persone. Secondo la Procura l’intreccio politico-mafioso ha consentito ai candidati alle elezioni comunali di Rende dal 1999 al 2011, per il rinnovo del consiglio provinciale diCosenza del 2009 e del consiglio regionale della Calabria del2010, di ottenere l’appoggio elettorale da parte di personaggi di rilievo del clan. “È buono però dai! così, ci sarà pane per tutti, o no?” dicevano nelle telefonate. “Buono buono ma Principe ha sfondato, compà”. L’operazione di oggi rischia di provocare un terremoto politico in tutta la Calabria. I personaggi arrestati, infatti, per anni hanno rappresentato lo zoccolo duro che ha contribuito nel 2014 alla vittoria del centrosinistra alle Regionali.


I carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e dal sostituto procuratore della Dda Pierpaolo Bruni, hanno smantellato un sistema ultradecennale che aveva come fulcro l’amministrazione comunale di Rende. Tra le attività illecite vengono individuati l’affidamento in gestione di locali pubblici comunali a personaggi appartenenti alle cosche. In sostanza, la politica si faceva carico di assumere soggetti legati alla ‘ndrangheta nella società municipalizzata che si occupava dei servizi comunali.
Queste persone poi non venivano licenziate nonostante lecondanne e, anzi, ricevevano la promessa dell’erogazione di fondi pubblici per finanziare una cooperativa creata ad hoc per la gestione dell’area mercatale di Rende che sarebbe stata affidata a un personaggio di vertice della ‘ndrangheta cosentina. Tra gli assunti anche il boss Ettore Lanzino che, con i politici arrestati, avrebbe stipulato veri e propri patti elettorali in occasione dei vari appuntamenti.
L’ex sottosegretario Principe veniva indicato come il “capo” che sceglieva anche il suo successore come sindaco di Rende. “Eh … c’era il capo che hanno fatto entrare tra gli applausi finali” dice di lui uno degli intercettati. E ancora: “Eh l’applauso, l’applauso gli fa lui … omissis… invece di sceglierlo il popolo, lo sceglie lui ogni volta. A lui i voti di famiglia glie li do perché oh, figurati e roba varia, però che…”. “Il contesto nel quale si colloca l’attività di Sandro Principe – scrive il gip Carlo Saverio Ferraro – comprende il legame con esponenti apicali della cosca Lanzino-Rua, che avevano fornito l’appoggio nelle diverse campagne elettorali o primarie, D’Ambrosio Adolfo, Di Puppo Michele, Patitucci Francesco e Di Puppo Umberto, affiliati di primo piano storicamente collocati nella cittadina Rende. Dagli elementi acquisiti emergeva come Principe avesse costituito nel corso di decenni un ‘sistema’ del quale era l’unico ‘capo’”.
Nel 2012 al comune di Rende erano arrivati i commissari prefettizi. Al termine del procedimento, un anno dopo, un decreto del ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva dichiaratol’insussistenza dei presupposti per lo scioglimentodell’amministrazione per infiltrazioni mafiose. “Avevamo ragione noi” era stato il commento di alcuni parlamentari del Pd in una nota congiunta firmata tra gli altri dalla presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi, il segretario regionale del PdErnesto Magorno e i deputati Enza Bruno Bossio e Alfredo D’Attorre (ora in Sinistra Italiana). “A Rende nessuna infiltrazione criminale – avevano aggiunto allora – Ora i rendesi potranno tornare a votare la prossima primavera con la certezza che la mafia non è mai entrata nelle stanze del Comune. Avevamo ragione noi del Pd che sempre abbiamo sostenuto la forza della tradizione democratica di Rende, modello ultradecennale di buon governo in Calabria”.
Ma nell’inchiesta è finita anche l’ultima campagna elettorale del 2014 per le Comunali. Nonostante fosse detenuto (oggi al 41 bis), uno dei boss arrestati è stato intercettato in carcere mentre poneva le sue condizioni: chiedeva una somma di denaro, lamentando gli scarsi benefici ottenuti dalla cosca nel recente passato, nonostante si fosse occupato di monitorare l’attività politica dai principali candidati.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/23/ndrangheta-per-15-anni-favori-alla-cosca-in-cambio-di-voti-arrestati-4-esponenti-pd-ce-un-ex-sottosegretario/2574055/

6 commenti:

  1. SCHIFO. COME COMBATTERE LA MAFIA SE CI VANNO A LETTO ?

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  2. Renzi si inventerà un dl per consentire il voto ai detenuti per far vincere il si, visto che una buona parte dei suoi compagni elettori sono dietro le sbarre!!!!

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  3. Arresti domiciliari??? Buttate via le kiavi...secondo me lo meritano più di corona.......

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  4. LA GIOSTRA - CHI SI ERGE A GARANTE DEI DELINQUENTI, O E' PROTETTO DA COSTORO, OPPURE NE E' LUI STESSO PROTETTORE. QUINDI ENTRAMBI MERITEVOLI DI ESSERE PUNITI SEVERAMENTE. E BASTEREBBERO POCHI ESEMPI !!! Per i "buonisti, comunque e sempre", leggano con attenzione quanto scrivo dal 22/09/1972 !! • .
    "La Giostra". In ambiente ampio e chiuso, due rotaie che formano un cerchio, fiancheggiati da rulli girevoli, verticali (tipo lavaggio auto) irti di manganelli di gomma. Sui binari una pedana scorrevole, radiocomandata. CON COLPEVOLEZZA ASSOLUTAMENTE CERTA, chiunque usa violenza, -che non sia per legittima difesa personale- e soprattutto per chi pianifica il proprio vivere, di abusi e sopraffazioni, tipo delinquenza organizzata; si fa uno o più giri legato sulla pedana. Chi di violenza vive, con "VIOLENZA LEGALE", lo si riporti alla ragione. SE, dimostrasse di non "capire", fargli fare tanti giri di giostra da ridurlo come una pecora. Dovrebbe capire a sue spese che è sufficiente un minimo errore; ad esempio minacciare qualcuno, a riportarlo in giostra. Poi seguire l'iter. "La Giostra", perché la punizione non dovrebbe essere impartita da uomini, aguzzini; che diventerebbero anche possibili elementi da 'punire'. A tal proposito, aggiungo che SE ne avessi il potere, poiché delle cosche, bande, ecc., si conoscono i capi e tutto il resto, (che, è noto, si spartiscono le zone d'influenza) l'arresterei (e con lui qualche avvocato!) e gli direi: "Ti ritengo responsabile per tutto quanto di male accade nella 'tua' zona; per cui avrai un percorso preferenziale verso la giostra". E, per chi incorre in reati minori, tipo scippo; per cui non è prevista la carcerazione, obbligarlo ad assistere, vedere di persona, cosa significa farsi qualche giro di "giostra". Significherebbe falciare l'erba sotto i piedi alla criminalità organizzata. Ai "buonisti" (?), auguro di trovarsi in casa, senza averli invitati, personaggi da ricercare poi, ecc. ecc. – 29 maggio ’15 - Questa data, sta ad indicare una delle tante volte postata; LA PRIMA VOLTA CHE PUBBLICAI "LA GIOSTRA", ERA IL LONTANO "22 SETTEMBRE 1972". Non dovrebbe essere difficile capire, per chi ha letto sin qui, quanto mi girano, a leggere di cosiddetti reati minori. Come minimo -visto che non si può usare violenza, su chi di violenza vive- fargli ingurgitare una tale dose di olio di ricino, a tenerlo accovacciato almeno per una settimana. Grazie per l'ospitalità. Mario Esposito.

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  5. SI, insisto (perché l'ho scritto tante volte).
    I peggiori "scambi di 'favori'" si hanno nelle Istituzioni; ancora peggio, quelli legati alle cosche; dai quali NON si vuol perdere l'appoggio elettorale. In altre parole, NON si vuol debellare la delinquenza, organizzata e NON!! che potrebbe significare, fine carriera politica. Sappiano che i delinquenti, per ottenere il pizzo, o altra forma di 'pecunia', non si presentano con un fascio di rosse; minacciano, mettono paura -SOPRATTUTTO PERCHE' LA VITTIMA NON PUO IGNORARE CHE COSTORO, VIGLIACCHI COME SONO, POTREBBERO 'RIFARSI' CONTRO FIGLI E PARENTI- e il più delle volte, ottengono! MA, e ripeto MA; 'SE', chi minaccia e colpisce -comunque!- fosse trattato allo stesso modo della vittima, ma con 'dose maggiore'; le cose cambierebbero.
    Nessuna remora, perché i disonesti sono loro, non le vittime; e poiché le Leggi dello Stato -papà di tutti i cittadini- sono contro, tutti i componenti la famiglia del delinquente -che 'godono' di certi privilegi, per diritto dì appartenenza- devono subire un trattamento pressoché come il 'titolare'; fino a stancarli. Anche la pressione psicologica, di fermarli ad ogni angolo di strada, quante volte li incontrano, per interrompere il loro 'fare'. Estensibile, quest'ultimo trattamento, anche agli amici-frequentatori. Comporterebbe il loro allontanamento per "colpa" dello Stato, che non dà tregua. Contemporaneamente favorirebbe l'allontanamento di quelli che sono "amici", più per paura, che altro. Ancora una volta, aggiungo: MA; per sostenere questo atteggiamento, con sostegno di Leggi mirate, occorrono in Parlamento, persone integre a 360°, senza ombre di scheletri negli armadi, e/o debiti con chicchessia.
    Grazie per l'ospitalità. Mario Esposito

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  6. Questi arresti si sono verificati LO SCORSO MARZO.
    Piantatela di fare confusione e di gettare odio contro noi giornalisti! Basta!

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